L’articolo 1669 c.c. è stato ritenuto dalla suprema corte, con giurisprudenza costante, una norma che prevede una responsabilità extracontrattuale di ordine pubblico. Infatti la funzione della norma è quella di promuovere la stabilità e la solidità degli edifici e degli altri beni immobili destinati per loro natura a lunga durata così tutelando l’incolumità e la sicurezza dei cittadini. Emblematica sul punto una decisione della S.C. laddove a fronte del manifestarsi di vizi di una costruzione (un capannone) il progettista si difendeva sostenendo che l’edificio era stato realizzato, su indicazione del committente, con criteri di economicità di cui si chiedeva il giudice volesse tenere conto. Inequivocabile la riposta della Corte :“per quanto riguarda poi il richiamo ai criteri di assoluta economicità con i quali era stato costruito il capannone per espressa volontà dei committenti è sufficiente rilevare che – come ripetutamente chiarito da questa Corte – la responsabilità per gravi difetti di cui all’art. 1669 c.c. è di natura extracontrattuale sancita al fine di garantire la stabilità e la solidità degli edifici e delle altre cose immobili destinate per loro natura a lunga durata e di tutelare, soprattutto, l’incolumità personale dei cittadini e, quindi, interessi generali inderogabili che trascendono i confini ed i limiti dei rapporti negoziali tra le parti (in tal senso, tra le tante sentenze, 14 agosto 1997 n. 7619; 15 luglio 1996 n. 6393; 9 gennaio 1990 n. 8). Ne consegue che la detta responsabilità non può essere rinunciata o limitata con pattuizioni particolari dei contraenti. Le asserite esigenze di economicità dei committenti, quindi, non avrebbero dovuto condizionare il progettista e direttore dei lavori comunque tenuto a realizzare il capannone in questione a regola d’arte” ( Cass. Civ. 7.1.2000, nr. 81).